La
clonazione, scienza dell'avvenire
Cenere o immortalità?
Prof. Enza D'Alonzo
della
Fundaciòn Superior de Educaciòn Nueva Anadalucia (Colombia)
Religione
e scienza a confronto: la clonazione dono divino o demoniaco?
E
ancora, può l'uomo sostituirsi a Dio? Il mostro Frankestein finisce per
distruggere il suo creatore, lo stesso dicasi per il Golem ebraico.
E'
questa la paura della religione? Quella che l'uomo peccando di vanità possa
distruggere il Suo Creatore?
L'ipotesi affascinante e
consolatoria di un premio post mortem per tutti i diseredati, disperati,
ammalati, che saranno premiati e consolati, adesso, nel terzo millennio, si
scontra brutalmente con una realtà tangibile che vuole e riesce a sconfiggere
la malattia, la vecchiaia e, sicuramente, la morte.
E sì,
perché la clonazione riproduce esattamente il DNA e, quindi, l'essere umano
potrebbe ricrearsi a sua volontà per tutto il tempo che riuscirà a
"sopportare la vita".
Un Highlander, quindi, un
immortale: niente a che vedere con la divinità che esiste "ab aeterno"!
D'altra
parte, riteniamo che il Creatore nella sua onniscienza non può non aver
previsto che "quella scintilla divina" che c'è nell'essere umano un
giorno avrebbe portato a queste scoperte scientifiche; ma non l'ha fermato.
Dunque il vero problema di fondo rimane comunque la scelta etica tra bene e
male. Ma cos'è bene e cos'è male?
Al di là dei facili
relativismi che dipendono dagli usi e costumi dei vari popoli nei vari momenti
storici, di certo male non può essere ciò che è per l'uomo, a favore
dell'uomo; per cui la clonazione, se ben utilizzata, evitando soltanto
eventuali abusi della stessa, può essere senz'altro la più efficace
soluzione per debellare definitivamente i mali più terribili del nostro
tempo: cancro, leucemia, etc.
E' evidente che questa nuova
frontiera della scienza si cozza apertamente contro la megalitica industria
farmaceutica e gli interessi speculativi della ricerca scientifica ufficiale
che a nulla sin'ora è approdata concretamente, nonostante il ricco e
inesauribile serbatoio finanziario di cui dispone. Sappiamo bene di quanti
cosiddetti "ricercatori" che più che aver a cuore le sorti
dell'umanità sofferente, si scannano e boicottano tra di loro a colpi di
"pipette alterate", solo per uno scatto di carriera o per veder
apparire la propria firma sulla carta patinata di autorevoli riviste mediche,
meglio se internazionali.
D'altra parte, troviamo scienziati
ammirevoli che, in francescana povertà di mezzi, si adoprano fattivamente per
il bene comune che è la salute (ci riferiamo, ad esempio, al piccolo
laboratorio russo, sulle sperdute montagne georgiane di Tbilisi, dove spesso
va via la luce, o si tenta di riscaldarsi con stufette o bracieri, eppure sono
riusciti a scoprire un virus capace di sconfiggere i batteri super-resistenti
agli antibiotici: ma tutto ciò avrà un costo quasi zero, per cui la
commercializzazione, come al solito, eclisserà tutto).
E dire
che una volta un ricercatore solo, massimo due, bastavano a scoprire un
rimedio rivoluzionario: il grande SAbin, o i geniali coniugi Curie, docet!

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