|
|
|
DIO E' IDEA Lo spazio vuoto, il nulla, sono idea, Dio è idea di Daniele Bellu
|
|||||||||
|
|
Brani scelti Sintesi del trattato Dal momento in cui l’uomo è apparso su questa terra si è posto puntualmente la domanda della intima natura di Dio, data come conseguenza logica della necessità di giustificare la causa dell’esistenza di tutto il creato, nella sua dimensione infinitamente grande e infinitesima.
Con questo lavoro che ora sottopongo al giudizio dei lettori e
degli esperti di materie scientifiche e filosofiche, sono certo di aver
trovato la prova scientifica dell’esistenza di un
essere superiore, infinitamente più grande di quello che ci fa
immaginare la religione e la fede.
Questa ricerca che ho condotto per anni è derivata dal
disagio che prova ciascuno per la non conoscenza della spiegazione degli
infiniti misteri che ci circondano e che riguardano la realtà presente,
passata e futura. E’ un lavoro che ha completato le altre componenti
della ricerca dirette a trovare gli strumenti che fanno raggiungere il benessere sociale, economico e produttivo. Ciò è stato fatto
con i progetti di riforma strutturale dello Stato italiano ed europeo,
che sono stati proposti agli organi del potere legislativo italiano ed
dell’Unione europea. Con questa ricerca sugli
infiniti misteri dell’esistente, si è iniziato a dare
una risposta scientifica al perché
della vita e della realtà e
alla domanda sull’esistenza di un essere supremo, individuando la sua
stessa natura, che non fosse quella vaga indicata dalle varie religioni. E’ noto infatti che il
Dio religioso assume varie raffigurazioni più o meno pittoresche, più
o meno fantasiose. La risposta logica e razionale contenuta nel trattato ha
comportato per me il raggiungimento del
benessere spirituale, che è una parte tanto importante per la vita
di ciascuno. Per questo
tale benessere può essere
trasmesso agli altri e renderli così altrettanto sereni. Da qui quindi,
da questa scoperta può nascere una nuova religione, che è la
continuazione di quella precedente, più evoluta, più razionale perché
parte da principi rigorosamente logici, in quanto il suo inizio è
logico matematico. Quei principi hanno bisogno della fede dato che le conoscenze razionali che
si aprono sono infinitamente
grandi. Però si tratterà sempre di una fede che è l’origine
della logica dell’idea, da cui nasce tutta la conoscenza dell’uomo. Ciò è stato dedotto
grazie a tre intuizioni logiche: a) – la prima di carattere istintivo; b) la seconda di carattere pratico e c) - la
terza di carattere matematico,
facendo riferimento al calcolo infinitesimale, alla logica applicata
alla matematica che prevede
l’impiego del concetto di derivata e di integrale. Voglio quindi illustrare qui brevemente queste tre
intuizioni per provare la fondatezza logica di ciò che comunemente
viene chiamato Dio e dei suoi
infiniti poteri, nella dimensione macroscopica e microscopica. B - La seconda intuizione che mi ha permesso di dedurre che le mie considerazioni sulla natura spaziale dell’idea sono esatte, sta nel valutare le dimensioni di un oggetto facendo riferimento, prendendo come unità di misura le parti dello stesso oggetto: se cioè misuro un tavolo di legno, il dire che il tavolo è lungo tre metri, l’idea dei tre metri non è certamente il tavolo, che non è idea, ma è fatto di legno; ma quanto dico che il tavolo è fatto di tre tavole, quelle tre tavole sono il tavolo, perché sono fatte della stessa materia. La misura cioè delle tre tavole è la cosa stessa è proprio quello che accade con il sasso che si riduce a zero ed è misurato dall’idea che sente l’inesistenza dell’oggetto. Lo spazio vuoto è idea proprio perché quello spazio è misurato dall’idea che ha la stessa natura immateriale dell’idea. C - La terza intuizione è di carattere matematico scientifico. Perché ho utilizzato questo strumento infinitesimale per arrivare ad una dimostrazione della natura spaziale dell’idea? Ciò proprio perché questo mezzo dà con certezza la dimensione dell’oggetto e quindi la sua inesistenza. Non esiste attualmente altro strumento scientifico che con altrettanto rigore mi dà questa certezza. Anche in questa circostanza vi è la deduzione logica, che viene prima ancora dell’esattezza del calcolo matematico infinitesimale, anzi lo crea. Si
tratta quindi di queste considerazioni: l’oggetto è misurato
esattamente con il calcolo integrale, con l’integrale semplice, doppio o triplo.
Quando però l’oggetto non esiste più, si è ridotto ad una
dimensione zero, l’integrale mi dice che al suo posto vi
è il nulla. Ma essendo la misura del calcolo infinitesimale idea,
quell’idea è lo spazio vuoto che ha misurato con rigore, in quanto ha
la sua stessa natura immateriale ha la stessa natura dello spazio vuoto.
Naturalmente per comprendere pienamente questa terza intuizione ideale,
occorre conoscere il calcolo matematico ed in particolare quello
infinitesimale, chiamato comunemente calcolo integrale e differenziale.
A questo punto ci si pone un’altra domanda: perché mai
l’idea che è stato provato essere spazio vuoto, dovrebbe assumere le
caratteristiche di Dio; perché l’idea dovrebbe essere Dio.
Ciò deriva dalla considerazione
che ogni idea crea
continuamente altra idea, nel campo scientifico, filosofico,
letterario, artistico e di ogni altro tipo. Se allora l’idea crea continuamente altra idea, la legge di
gravitazione universale ad
esempio nota per l’enormità dei suoi poteri, che è una regola, una
idea che regola il
movimento di tutti i corpi presenti nell’universo, deve essere
generata da un’altra idea, e così via fino all’origine di
quell’idea assoluta che si trova tra gli infiniti universi. Quell’idea
assoluta crea la legge e come tale ha poteri enormi, molto più
grandi di ciò che vi fa immaginare la fede religiosa. Ma di conseguenza
vi deve essere un’altra idea ancora più grande che ha generato
l’idea assoluta e che nel trattato che presento viene chiamata idea assoluta
totale: essa assomiglia molto a quel Monte di Dio che è citato in
modo pittoresco dalla Bibbia nel libro della genesi. In tale sede la
velocità dell’idea ha raggiunto il suo massimo oltre il quale vi è
la pace ideale, la calma degli elementi, dove hanno origine e sede la
costante, le costanti universali.
Per essere lontanissima dallo spazio universale ove vi è la sofferenza
che è prodotta dalla trasformazione della materia; tale idea assoluta e
assoluta totale rappresentano il bene totale, il benessere ideale che
trascende continuamente sè stesso nella contemplazione del piacere per
la creazione e del benessere ideale raggiunto, perché in tale sede la
trasformazione non è più fisica ma solo ideale e spaziale.
Dr.
Arch. Daniele Bellu (Presidente
Gruppo Atlante 2000) |
|||||||||
| <<Back | ||||||||||
|