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Il 6 gennaio del 1994 Ylenia Carrsi, figlia di Romina Power e
del noto cantante italiano Albano, |
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arrivava a New Orleans, capitale dello stato americano della
Louisiana. Le sue ultime tracce la ve- |
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dranno accanto ad un alcolizzato suonatore di jazz, noto col
nome di Alexander. |
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Costui, noto nei quartieri malfamati della città, come seduttore
e incantatore di ragazze, riuscirà |
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a sedurla, come ha fatto con molte altre ragazze, suonando con
il suo sassofono musica blues, jazz |
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e gospel. |
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Così di Ylenia non se ne saprà praticamente più nulla. Alcuni
testimoni affermeranno in seguito di |
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aver visto una ragazza corrispondente alla descrizione di Ylenia
Carrisi gettarsi di notte nel fiume. |
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Alexander invece affermerà di aver dormito da solo nella sua
stanza d'albergo e di non saper altro. |
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Alcuni investigatori invece riusciranno a carpire alcuni strani
messaggi che Ylenia ha lasciato dietro |
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di sé. Pochi sanno che prima di arrivare a New Orleans Ylenia
aveva vissuto per circa tre mesi nello |
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stato centro-americano del Belize, nella penisola dello Yucatan,
ai confini sud-orientali del Messico, |
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luogo diventato famoso per lo strano ritrovamento del 1922 del
"Teschio di cristallo" appartenuto, se- |
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condo meticolose ricerche, ad un essere umano, forse atlantideo,
di sesso femminile. |
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Aveva preso alloggio presso un villaggio di pescatori ad Hopkins. |
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Stava compiendo delle ricerche sui riti locali, soprattutto
legate alla magia nera e al voodoo. |
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Avendo studiato Antropologia a Londra, voleva carpire i segreti
dei più antichi riti dei neri provenienti |
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dall'Africa che erano lì giunti come schiavi di colore. |
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Proprio a Hopkins sopravvivono un particolare ed originale
gruppo etnico di colore, denominati i "Cari- |
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be neri". Sarebbero i discendenti tra gli schiavi di colore e i
locali indios Caribe. Proprio tra i Caribe |
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neri si svolgerebbero rituali del voodoo clandestino, una
miscela tra le visioni mistiche degli stregoni |
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e la magia nera. E forse proprio per essersi avvicinato troppo a
tali pratiche magico-religiose che |
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Ylenia sarebbe scomparsa. Ma il dilemma rimane: ad opera di chi
??? |
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Questa ipotesi sarebbe credibile in quanto sarebbero stati
trovati, sulle pareti della capanna di legno |
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dell'abitazione di Ylenia a Hopkins, degli strani disegni
colorati i quali raffigurerebbero i vari simboli |
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voodoo, i "loa". |
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Il loa che spicca più volte nei disegni è "Ezù", un loa
provvisto di corna. |
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Poi vi è un piccolo uomo con un corno sulla testa: con molta
probabilità raffigurerebbe il maestro ri- |
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tuale della cerimonia voodoo, colui che chiama in questo mondo i
loa ed è noto col nome di "La pla- |
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ce". Inoltre vi un tipico loa a forma di serpente che viene
chiamato "Damballah", che controlla la piog- |
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gia e le acque dei fiumi. Poi vi è un loa raffigurato come un
bastoncino - con molta probabilità un bar- |
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ros - chiamato Leghba che è un intermediario tra il cielo e la
terra e che apre la porta di passaggio |
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per entrare nell'aldilà. |
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In pratica Ylenia avrebbe descritto quello che il suo "Io"
avrebbe visto; praticamente sarebbe stata |
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posseduta e la sua personalità annichilita e spazzata via.
Praticamente dal disegno sulla parete di |
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legno della capanna si evincerebbe che la sua personalità stava
diventando preda della volontà di un |
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qualcosa o di qualcuno. Il maestro cerimoniere potrebbe essere
stato il musicista Alexander ??? |
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Ancora oggi non ci è dato sapere. Da sottolineare il fatto che
in tali cerimonie si fa un largo uso di |
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droghe: soprattutto peyote e LSD 25. In questo modo si cerca di
avere un certo tipo di contatto con |
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il mondo dei loa. In conclusione possiamo dire che Ylenia mentre
cercava materiale sulle culture |
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del centro-america sarebbe caduta preda di qualche rito voodoo,
chiamato "hoodoo" in Luoisiana. |
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Riti quest'ultimi che, in un'area francofona, prima; ispanica,
dopo, e comunque cattolica, richiamano |
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gli "shouts", le grida dei negri simili a canti; i
"country-blues" , i "ragtime" e i gospel-songs, che si |
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amalgamano col percussionismo orgiastico e rituale che con il
jazz vanno a creare quel pantheon |
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locale che filtrò, tra la fine dell'ottocento e l'inizio del
novecento, nelle locali bettole, nei salotti e nel- |
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le sale da ballo di Storyville, il quartiere delle prostitute di
New Orleans. |
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IL
PIPISTRELLO-VAMPIRO GIGANTE IN SUDAMERICA? |
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Tra i Chirotteri, ordine di mammiferi capaci di volare,
incontriamo una grande diversità di specie di pi- |
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pistrelli. Tra il corpo e le dita lunghe dell'arto anteriore si
estende la membrana alare, chiamata <pa- |
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tagio>. Grazie all'emissione e alla ricezione di ultrasuoni
localizzano gli ostacoli e le eventuali prede. |
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Hanno abitudini notturne, mentre di giorno o durante il letargo
dormono a testa all'in giù. Alcuni sono |
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insettivori, mentre altri aggrediscono uccelli e mammiferi a cui
poi succhiano il sangue. |
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I tipi che ci interessano sono quelli <ematofagi> [dal greco,
hematos = sangue + fagos = mangiare], |
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ovvero quei pipistrelli che si sostentano esclusivamente a base
di sangue degli altri animali. |
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Esistono comunque solo tre specie di pipistrelli-vampiro e
vivono solo in America latina, in zone tem- |
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perate o tropicali che vanno dal Messico fino al centro del Cile
e al nord dell'Argentina. Di questi tre, |
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il <Desmodus rotundus>, conosciuto come il <Vampiro comune>, è,
l'unico che sappiamo con cer- |
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tezza che attacca con frequenza i grandi mammiferi, come
cavalli, vacche, maiali, cervi, scimmie,… |
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e solo occasionalmente gli esseri umani. Questo pipistrello è di
media grandezza, con un corpo di |
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9 cm di larghezza, di 35 cm di lunghezza con le ali estese e con
40 grammi di peso. |
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Ha anche notevoli capacità per volare, però è anche capace di
correre sul terreno e ha una incredibile |
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capacità di saltare. Si procura il sangue servendosi soprattutto
dei suoi affilati denti incisivi e sulla |
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parte che deve essere morsa lo insaliva [infatti la sua saliva
contiene una sostanza anticoagulante]. |
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Inoltre il morso di tale pipistrello può contagiare la preda con
la rabbia. |
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Proprio per questo la gente ha l'usanza di far scoppiare cariche
di dinamite nelle caverne e nei na- |
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scondigli dove i pipistrelli sono rintanati. |
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Recentemente comunque è stata scoperta in sud-America una quarta
specie di pipistrello-vampiro. |
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La scoperta risalirebbe al 1988 quando furono ritrovate le ossa
dello scheletro di questo nuovo chi- |
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rottero, chiamato < Desmodus draculae > in onore del fantomatico
conte Dracula, in una grotta nel |
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nord del Venezuela, e precisamente nello stato di Monagas. Così
riferivano Morgan G.S., O.J.Lina- |
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res e C.E.Ray in <New species of fossil vampire bats from
Florida and Venezuela>, in <Proceedings |
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of the Biological Society of Washington>. |
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I resti delle ossa degli animali sembravano appartenere
all'attuale fauna sudamericana, mentre i re- |
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sti dei due <Desmodus draculae> rinvenuti nella grotta suddetta
in Venezuela gli furono assegnati |
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un'antichità di circa 10.000 anni, con un corpo avente il 25 %
più grande dell'attuale vampiro comune. |
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Proprio per questo il <Desmodus draculae> è stato anche chiamato
<Vampiro gigante>. |
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IL < CAMAZOTZ > DELL'AMERICA CENTRALE |
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Sul vampiro gigante esiste già, nella mitologia e nel folklore
dell'America centrale, una figura simile. |
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Infatti secondo Gordon Melton, che ne scrisse nell'opera
letteraria <The Vampire Book: the Encyclo- |
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pedia of the Undead> del 1999, riferiva che le relazioni sui
vampiri in Messico risalgono all'epoca dei |
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Maya, soprattutto nel sud del Messico e nella penisola dello
Yucatan, ed erano chiamati <Cama- |
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zotz >. I Camazotz apparivano in numerose rappresentazioni
artistiche di tale popolazione. |
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Per Camazotz si intenderebbe <Zotz>, che, tradotto dall'idioma
Maya, significherebbe <il pipistrello |
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della morte>, ovvero il <demone che porta la morte>. Era un
demone al servizio della morte e gover- |
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natore del crepuscolo. Si incontrerebbe, con assidua frequenza,
ritratto in steli, incisioni, vasi e scul- |
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ture dal sud-est del Messico fino a Copan, in Honduras. Inoltre
per i Maya, Camazotz rappresentava |
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un terribile dio delle caverne, con una inesauribile sete di
sangue. |
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Inoltre nella fantomatica <Casa de Camazotz> dimorava il nemico
dei due mitici eroi, i gemelli Huna- |
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hpù e Ixbalanqué, come riportato nel capitolo X, del Secondo
Libro, del <Popul Vuh>, il libro sacro |
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dei Maya. |
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E qui sorge spontanea la seguente domanda: che tipo di essere
può aver ispirato la leggenda del |
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Camazotz ??? |
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La maggior parte degli archeologi e degli studiosi, tra cui
Gordon Melton, crede che questo mito si |
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basa sul vampiro comune (Desmodus rotundus), un pipistrello che
è stato spesso associato ai sa- |
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crifici sanguinari e al sangue. Secondo il Popul Vuh, l'eroe
Hunahpù perse la sua testa a causa di |
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un altro Camazotz che arrivò volando, fatto che confermerebbe le
capacità del Camazotz di volare. |
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Ma per spiegare la leggenda del mostro decapitadore di teste
della mitologia Maya, alcuni hanno |
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ipotizzato che si possa essere trattato di qualche altro tipo di
pipistrello : un Vampyrum spectrum. |
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Praticamente il più grande pipistrello dell'America che ha
un'apertura alare di un metro e che si nutre |
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del sangue di insetti e piccoli vertebrati. Comunque il problema
di identificare il mitologico < pipistrel- |
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lo della morte > dei Maya rimane avvolta dal più fitto mistero. |
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Di fatto la candidatura del Desmodus draculae si è ulteriormente
rinforzata dovuta anche ai recenti |
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ritrovamenti di resti fossili di tale vampiro gigante presso
Cebada Cave in Yucatan, Messico, e pres- |
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so Chiquibul Cave in Belize, come riferito nel < Caribbean
Journal of Science > vol. 39 nr. 1 del 2003. |
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GLI UOMINI PIPISTRELLO E IL < CAOERA > DELLA RISERVA DI
TUCUMAQUE |
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In alcune zone dell'America latina, si è segnalato che la
credenza nel Camazotz sopravvive anche |
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nei giorni nostri. Così, per esempio, nella regione di
Zinacantan, nel Chiapas, in Messico, si raccon- |
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tano storie su un mostruoso essere ibrido, mezzo umano e mezzo
pipistrello che in lingua Zotzil è |
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conosciuto come < J ' ik ' al > e in spagnolo è chiamato < il
negro cimarròn >, come riportato dalla |
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studiosa Sarah C. Blaffer in < The Black-Man of Zinacantan > del
1972. |
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Il < negro cimarròn > è l'essere accusato con frequenza di
rapire le donne e divorarle le interiora nel- |
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le caverne dove risiederebbe l'essere mostruoso. Leggenda
raccolta dallo studioso Antonio Gomez |
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della Universidad Nacional Autonoma de Mexico nel programma di
investigazione multidisciplinare |
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< Ya ' Yejal J-ik ' al: El negro cimarròn > del 2000. |
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La già citata studiosa Sarah C. Blaffer, nell'opera citata, fa
presente di come il < j ' ik ' al > sia cono- |
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sciuto anche col nome di < el que corta las gargantas > ovvero <
l'essere che taglia le gole >. |
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Questo tipo di credenza popolare non è un fatto esclusivo del
Messico ma è un fatto conosciuto an- |
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che nelle leggende folkloristiche del Brasile. La studiosa
Elizabeth P. Benson, nella sua opera intito- |
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lata "Bats in South American Folklore and Ancient Art" del 1991,
riferisce testualmente che : |
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< Per gli indios Arawak del nord della Guyana, luogo chiamato
"Montagna del Pipistrello", è abitata |
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da < pipistrelli assassini >, e esiste una figura similare nel
folklore del Venezuela. I dèmoni-pipi- |
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strelli che si dedicano a decapitare la gente, appare in vari
miti della regione Amazzonica e anche |
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più a sud, nel gran Chaco del nord dell'Argentina. Nel folklore
dei < Ge >, una tribù indios del Bra- |
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sile, si racconta di un indios che teneva le ali e che gli
comparivano solo nelle ore notturne. Volava |
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come i pipistrelli e ammazzava con un'ascia o con un machete. In
altre leggende si racconta di |
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ascie identiche ai coltelli per i sacrifici umani, rappresentati
nell'antica arte Mochica delle Ande |
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Centrali. > |
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Di questi indios pipistrelli dei Ge (Apinaye) parla Carlos
Estevam de Oliveira nel suo libro del giugno |
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del 1930 intitolato < Os Apinajés do Alto Tocantins > dove tra
l'altro riferisce testualmente : |
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< Anticamente esisteva nell'Alto Tocantins una strana nazione di
indios che tenevano le ali e che |
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si spostavano di notte, volando come i pipistrelli. Erano
conosciuti come Cupendipes e abitavano |
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sulle colline, dentro una caverna. Quando volavano, si portavano
sempre dietro i loro machetes, con |
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cui sgozzavano e depitavano le persone e gli animali. Un giorno,
gli Apinaye si riunirono in un consi- |
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glio di guerra e decisero di attaccarli. Arrivarono sulla
collina e dopo aver trovato l'ingresso alla ca- |
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verna, posero all'imboccatura della paglia secca e della
sterpaglia e gli diedero fuoco. In tale attacco |
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uccisero un vecchio cupendipe e presero prigioniero un piccolo
il quale non tenendo le ali non potè |
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scappare. Intanto, dopo una prolungata ricerca, trovarono molti
di tali cupindipe i quali furono uccisi |
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con dei lunghi paletti. Il piccolo, portato con loro, ricusava
tutti i tipi di cibo ad eccezione del gran- |
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turco, ma non si riusciva a farlo dormire. Dopo aver posto due
grossi pali sul terreno con uno posto |
|
trasversalmente, fecero in modo di poter far riposare il piccolo
cupendipe con la testa all'ingiù. Ma |
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dopo pochi giorni il piccolo cupendipe moriva. > |
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In molti oggigiorno si domandano se questa storia non sia altro
che un ricordo ancestrale dello ster- |
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minio di una colonia di vampiri giganti ???, ma il dilemma
rimane : si trattava di animali o di umanoi- |
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