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Rubrica a cura
del prof. Gabriele Zaffiri

dell'Imperiale Accademia di Russia - Moscow University Sancti Nicolai

 

 

 
  OGGETTI MISTERIOSI: LE LAMPADE ETERNE    
                 
Molti ricercatori sono convinti che nel passato sulla Terra siano esistiti delle civiltà antidiluviane le   
quali avrebbero raggiunto un alto livello tecnologico: si pensi ad Atlantide, all'Impero Mu, a Lemuria e
a l'Impero Rama del subcontinente indiano.            
Di tali teorie non ortodosse non si fa menzione nei libri di storia, tuttavia una serie di insoliti e curio-  
si ritrovamenti insinuano il dubbio tra gli archeologi ufficiali che nel remoto passato le conoscenze  
scientifiche fossero molto più avanzate di quanto l'archeologia ufficiale sia disposta a credere.  
Tra tali manufatti che mettono in discussione il corso ufficiale della storia, vi sono le lampade eterne.
Già lo storico greco Pausania parla di una lampada d'oro che ardeva perennemente nel tempio di Mi-
nerva, la dèa romana delle arti e degli artigiani. Inoltre una luce perpetua brillava sulla cupola del tem-
pio di Numa Pompilio, tempio che però non è stato individuato con certezza. E ancora, quando il se-
polcro di Pallante, il figlio di Evandro immortalato da Virgilio nell'Eneide, fu aperto, nei pressi di Roma,
nel 1401, lo si trovò illuminato da una lampada che aveva brillato per almeno 2000 anni.    
Così riferisce lo studioso M.C.Elsen. Mentre Wilhelm Schroedter riferisce di una misteriosa tomba  
che si sarebbe trovata sulla via Appia Antica, la quale venne scoperta nella metà del XVI secolo.  
Nel suo interno, insieme al corpo di una giovinetta, avente capelli biondi, dall'aspetto ancora fresco,  
e galleggiante in un misterioso e sconosciuto liquido, vi era, ai suoi piedi, una lampada accesa, che
si spense al contatto con l'aria.              
Traducendo alcune iscrizioni, si venne a sapere che la salma doveva trovarsi in quel luogo almeno   
da 1500 anni e doveva trattarsi di Tullia, la figlia di Cicerone. La salma venne poi portata al Campido-
glio per essere visitata dal popolo. Ma il papa Paolo III (1468 - 1549) lo fece gettare nel Tevere.  
Il ricercatore Karl Friedrich Kohlenberg nell'opera del 1970 "Entratselte Vorzeit" riferisce: 1) di un gi-
gantesco albero detto "Po", chiamati "Fu-sang" o "K'ong-sang", situata a oriente della luminosa val-
le Yang-ku, e "Jo", situata sul monte Yen'se presso il fiume Mong, a occidente, entrambi avevano fio-
ri rossi che brillavano nella notte; con molta probabilità, nell'antica mitologia cinese, si parlava di in-  
stallazioni tecniche che servivano per illuminare tali immensi territori; 2) in uno dei tenebrosi mondi  
sotterranei maya, il popolo Xibalba impiegava, a quanto riferisce il Popul Vuh, un apparecchio con la
punta aguzza che emanava una vivida luminescenza verdastra, ed era chiamato Zaquitac.   
L'occultista Eliphas Levi riferisce nei suoi scritti del potere posseduto dai sacerdoti egizi di illuminare
a giorno i templi durante la notte.            
Nel 1601 l'esploratore Barco Centenera scoprì nella regione brasiliana del Mato Grosso, alle sorgen-
ti del Rio Paraguay, vicino alle Siete Aguas, presso El Gran Moxo, delle rovine dove si ergeva una  
colonna culminante in una sfera che emanava ininterrottamente della luce.      
Il ricercatore Hans M. Heuer riferisce che nel corso della costruzione di una strada nei pressi di Bu-
dapest, capitale dell'Ungheria, nel 1930, venne portata alla luce un sarcofago, all'interno del quale si 
trovava il corpo conservato di una splendida fanciulla, completamente ricoperto da uno sconosciuto  
liquido di color blu chiaro. Ai suoi piedi ardeva una luce di color bianco-azzurra. Dopo qualche istan-
te il liquido evaporò, la lampada si spense e del cadavere non rimase altro che cenere. Del liquido e
della lampada eterna non rimase alcuna traccia.          
Nel libro di Paul Sedir (1871 - 1926) intitolato "Histoire et doctrines des Rose-Croix" si fa cenno, tra  
l'altro, alle lampade perpetue romane, di cui si è già detto. Si afferma altresì che durante il regno di   
Enrico VIII, al tempo della messa al bando degli ordini monastici in Inghilterra (1533-1539), si rinven-
nero presso un convento due lampade eterne che ardevano dal IV secolo, attualmente conservate   
nel museo di Leida, in Olanda.              
Robert Charroux, autore del libro "Histoire inconnue des hommes depuis cent mille ans" del 1963,  
aggiunge che il 15 maggio 1917 venne portato alla luce in Gran Bretagna un tempio sotterraneo dei  
Rosacroce; ebbene, lì si rinvenne una mummia seduta su una cattedra in pietra mentre leggeva an-  
cora un grosso libro con strani caratteri. Una lampada illuminava il tempio. Quando gli scopritori si  
avvicinarono, la mummia sembrò rompere la lampada e il luogo piombò all'istante nell'oscurità, come
venne riferito più tardi da alcuni testimoni oculari.           
                 
ENTITA' BIOLOGICHE ANOMALE A MEDJUGORJE                  
                 
Nel giugno del 1995 il pilota dell'USAF Scott O'Grady stava sorvolando col suo jet i cieli della Bosnia
quando, senza neanche accorgersene, veniva abbattuto da un missile terra-aria. Salvatosi col paraca-
dute, il suddetto pilota vagherà per 6 giorni e 6 notti tra i boschi intorno a Medjugorje prima di essere
salvato. In seguito, intervistato, dichiarerà di aver avuto strane visioni e di aver udito strane voci, il cui 
idioma non apparteneva a nessun linguaggio umano.          
Poi, a Medjugorje, sarebbero avvenuti altri strani ed enigmatici eventi. Primo fra tuti, il fatto che, nono-
stante i massicci cannoneggiamenti che colpiva l'intera zona di Medjugorje, la locale chiesa non risul-
tava minimamente sfiorata dalle bombe, sembrava come se una mano invisibile l'avesse protetta. Ad-
dirittura i resti dei missili e delle bombe inesplose furono esposte nei pressi della chiesa. A detta di  
molti, si pensa che tutt'intorno a tale chiesa vi fosse stata una specie di campana elettromagnetica  
posta a protezione di tale luogo. E' bene precisare che gli innumerevoli e strani eventi avvenuti a Med-
jugorje iniziarono nel pomeriggio del 24 giugno del 1981 quando 2 ragazze di 15 e 16 anni, Ivanka   
Ivankovic e Mirjana Dragicevic, mentre erano intente a pascolare le pecore sul vicino monte Crnica,  
videro uno strano bagliore seguito dalla figura luminosa di una donna velata che le due ragazze indivi-
duarono come se fosse stata la Madonna. Da allora sui monti Krizevac, Podbrdo e Crnica, sono sta-
ti ripetutamente fotografati e filmati nel cielo strani apparizioni, aventi forma di croci infuocate, o even-
ti insoliti, come la rotazione del sole, o alla comparsa della figura della Madonna tra le nuvole.  
Inoltre migliaia di testimoni recatosi in pellegrinaggio nella zona, sono state oggetto di guarigioni mi-
racolose, persone guarite da mali più o meno gravi. Tra i tanti pelleggrini, da segnalare il racconto di
una signora di Cologno Monzese (Milano), che la rivista dell'insolito "Oltre" riportò in un suo numero,
la quale raccontò che per visitare i boschi intorno a Medjugorje, la gente del luogo le consigliò di mu-
nirsi di torce elettriche, in quanto in tali luoghi vi si aggiravano, soprattutto nelle ore buie, delle strane
entità, che loro usualmente li chiamavano "i Sàtani", che si allontanavano soltanto se gli venivano pun-
tati contro di loro un fascio di luce della torcia elettrica. In altre parole erano esseri fotofobici, ovvero  
che non sopportano i raggi di luce.            
Dalle analisi sul disegno di tali entità biologiche, si evince che potrebbero essere il frutto di un'ibrida-
zione di ingegneria genetica tra tre razze ben distinte:          
1) i Fomori, esseri della mitologia celtico-gaelica, provvisti di due protuberanze cartilaginee cornee,  
poste sulla testa;                 
2) i Superni, un'altra razza aliena, di probabile provenienza spaziale, provviste di ali membranose si-
mili a quelle dei pipistrelli che assumono il ruolo di tutori dell'umanità, come raccontato da Arthur C.
Clarcke in "Le guide del tramonto", a cui si ispirerà il regista Tobe Hooper per girare il film "Space  
Vampires" (Life Force) del 1985, tratto anche dal romanzo di Colin Wilson;      
3) una specie di rettiloidi-sapiens provvisti di coda.          
Si pensa che tali entità biologiche, denominate "i Sàtani", potrebbero essere il frutto di una qualche 
altra razza aliena più evoluta, come per esempio "i grigi", considerati da molti i veri e propri maestri 
cosmici in materia di creazione di vita e di esperimenti di bioingegneria genetica, i quali starebbero  
testando, ormai da molti secoli, la lora adattabilità. Inoltre li starebbero utilizzando con le stesse mo-
dalità dei chupacabras o depredasangre, ma con due obiettivi differenti: i Sàtani come raccoglitori di
determinate energie prodotte dai cervelli degli esseri umani - soprattutto se stimolati da emozioni, co-
me le visioni mistiche, e se riunite in un unico e ben determinato luogo - e i chupacabras, come rac-
coglitori di sangue e tessuto umano ed animale.          
Secondo indiscrezioni, l'USAF sarebbe in possesso di un filmato top-secret, girato da una gun-camera
di un jet militare, il quale mostrerebbe la presenza di più oggetti volanti non identificati luminescenti  
nei pressi dei monti intorno a Medjugorje e a Mostar. In effetti il filmato presenta una piccola luce in  
movimento. Anche durante il bombardamento del Montenegro, intorno a Podgoriça, del 26 marzo  
1999, sono stati ripresi delle immagini che mostrano delle strani luci biancastre in movimento; queste 
ultime in possesso anche della CNN, uno dei principali network televisivi statunitensi.    
Per finire possiamo aggiungere che si sono riscontrate delle coincidenze significative tra Medjugorje
e altri luoghi spirituali, mete di pellegrinaggi. Per esempio, Medjugorje e Lourdes sono situate entrambe
lungo il 43° parallelo nord; i loro aereoporti hanno la stessa latitudine; ci sarebbe la stessa distanza
tra i luoghi delle apparizioni con le rispettive chiese, ovvero tra la grotta di Lourdes e la chiesa di Saint
Jean in Tarbes, e tra il colle di Podbrdo e la vecchia chiesa serbo-ortodossa di Mostar.    
Inoltre ci sarebbe una forte similitudine tra Medjugorje e Ribeho in Ruanda, Africa, perché in entrambi 
i casi, le visioni mistiche hanno avuto come conseguenza la deflagrazione di due guerre: da un lato la 
guerra civile fra le varie etnie bosniache: croate, serbe e musulmane, con la conseguente suddivisione
della Jugoslavia e della Bosnia; e dall'altro la guerra civile in Ruanda tra le due etnie locali: gli Hutu  
e i Tutsi.                  
                 
  I LEGGENDARI "COMPAGNI DI JEHU' "      
                 
Nella seconda metà degli anni sessanta del XX secolo, compariva sulla rete RAI nazionale il serial  
TV "I Banditi del Re", tratto da un omonimo romanzo di Dumas, dove nei vari episodi compariva il  
fantomatico gruppo esoterico anti-rivoluzionario e anti-napoleonico "Les Compagnonnes des Jehu".  
Ebbene tale setta segreta, nonostante il suo carattere romanzesco, ha un fondamento storico.  
Infatti, "I Compagni di Jehu" cominciarono a far parlare di sé e salirono agli onori della cronaca verso
la fine del 1794, quando apparvero nel sud-est della Francia. Erano trascorsi pochi mesi dal periodo
chiamato Termidoro, che aveva posto fine al periodo del Terrore, quando nella città di Lione compari-
vano i membri di tale setta. Tale apparizione avvenne dopo che Collot d'Herbois e Fouché, plenipo-  
tenziari della Convenzione, avevano vendicato l'assassinio del rappresentante governativo Joseph   
Chalier, compiendo in Lione esecuzioni di massa. A Lione e nei dintorni tali massacri avevano la-  
sciato un pesante sentimento di odio nei confronti del governo rivoluzionario e della Convenzione. E  
i parenti delle vittime, il più delle volte accusati ingiustamente in base a semplici sospetti o delazio-  
ni, reclamavano vendetta. C'erano stati a tal proposito episodi di feroce rappresaglia, come il linciag-
gio di Fernex, un giudice della commissione rivoluzionaria. E' ben tener presente che invano una   
commissione di madri e di vedove dei giustiziati si era recata a Parigi invocando inutilmente giustizia, 
oltre a indirizzare una supplica scritta alla Convenzione stessa, affinchè fossero puniti i responsabili
di così tanta barbaria. Su ben 1.500 denunciatori, debitamente registrati al Municipio, solo un centi-
naio erano stati arrestati, mentre tutti gli altri restavano a piede libero. E poiché non si era riusciti a 
istituire un tribunale speciale, "I Compagni di Jehu" cominciarono ben presto ad agire al grido di   
Morte ai Mathevons !.              
E' bene ricordare che Jèhu è un eroe mitizzato della Storia Sacra del IV Libro dei Re; si dovette pro-
prio a Lui l'uccisione della perfida Gezabele, moglie di Acab, re d'Israele, e dei figli di lei.    
Questo vendicatore ante-litteram biblico fu scelto come patrono degli occulti giustizieri nell'epoca   
della rivoluzione francese che agivano per l'appunto nei dintorni di Lione e nel sud-est della Francia.  
La semplice gente tuttavia, che non aveva mai sentito parlare di Jehu, aveva ben presto trasformato  
il nome della setta in "I Compagni di Gesù". Mentre i delatori rivoluzionari giacobini erano detti Mathe-
vons in quanto un certo Mathevons, un operaio di Lione, delatore, aveva fatto fallire nel 1790 un com-
plotto reazionario realista, organizzato per offrire a Luigi XVI un rifugio sicuro nella città di Lione.  
Ben presto in tutto il sud-est della Francia non si parlò d'altro dei colpi mancini organizzati dai miste-
riosi Compagni di Jehu. Le loro azioni colpivano i più noti giacobini della regione; si vociferava di ex-  
preti e aristocratici che sarebbero stati al comando della setta, ma il nome esatto del capo non lo si
conoscerà mai, e resterà per sempre nell'ombra. La Convenzione amava presentare tale setta di  
banditi - da qui il termine "Banditi del Re" - come un vero e proprio "Terrore bianco" reazionario legato
a Lione; proprio così si espresse in una seduta plenaria il giacobino Marie-Joseph Chénier, fratello   
del più famoso poeta. Secondo costui, era in atto un vero e proprio tentativo di restaurazione manar-
chica. Poi, il 6 Messidoro del 1795, l'Assemblea sospendeva d'autorità il consiglio che amministrava
Lione, imponendo altresì alla guardia rivoluzionaria cittadina di deporre le armi e al primo cittadino di
presentarsi a Parigi, a relazionare sugli ultimi accadimenti avvenuti nella regione circostante.  
Ma l'inchiesta non riuscì a chiarire un bel nulla. In seguito, quando alla Convenzione succedette il Di-
rettorio, il tentativo di individuare l'enigmatica setta dei "Compagni di Jehu" riprese, più veemente di  
prima, anche se la setta aveva diradato i suoi attacchi. Ma ormai la fantasia popolare tendeva ad at-
tribuire loro non solo gli attentati di tipo politico, ma anche i delitti comuni che avvenivano nella zona.
Nel frattempo i locali giacobini soffiavano sul fuoco, ansiosi di far dimenticare gli antichi massacri che
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