ALLA RICERCA DELLA VERITA'                        - Nei Cerchi Medianici di Gocce di Luna -                         di Paolo Arpesani            
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Prefazione
 

 

 

 

 

Il fine della mia creazione non è la materia, bensì soltanto la libera conoscenza, l’amore, la comprensione della divinità da parte degli esseri usciti da me: la materia è stata soltanto un mezzo.” Così scriveva sotto dettatura, ispirato dal Nume divino, l’austriaco Jacob Lorber, l’ottocentesco “scrivano di Dio” come era stato soprannominato.

   E’ un “mezzo” dunque la materia per varcare l’invisibile confine tra ombra e luce, per trarre dall’oscurità della mente terrestre la luminosa coscienza assopita dell’uomo adamitico, la possente presenza dello spirito primigenio, il simbolo e il senso obliato nell’esistere del più vero essere.

   Di là dall’uomo la Verità perduta, ma pur sempre nell’uomo il suo riverbero incessante, a indicarci da qui, in questo mondo, la Via che conduce al ritorno in Colui che ogni cosa ha creato dall’inizio dei tempi.

   Da quel riverbero inizia la sete di conoscenza, l’invito silente alla ricerca di ciò che sovrasta l’umano. Incamminarsi allora è una scelta, libera ma una scelta: restare nel torpore dell’inconsapevolezza o risvegliarsi al mistero che chiama, talvolta urla dentro noi stessi.

 Il nostro Autore ha sentito quel richiamo e ha iniziato con “un piccolo passo” quel “lungo viaggio” spirituale cui alludevano molti secoli prima di Cristo i maggiori saggi cinesi. Un viaggio nelle geografie dell’anima, nei mari dello spirito, per conoscere se stesso e, conoscendo le antiche Intelligenze senza spazio né tempo, ritrovare se stesso sulle sponde sicure dei loro messaggi ultraterreni, là dove lo spiritismo non è più una dottrina o una tecnica, bensì un percorso, “un mezzo” per una rotta eterna: alla ricerca della Verità.

   Le comunicazioni ricevute in vari anni di esperienza nei Centri medianici frequentati, in questo libro riportate e spiegate nel loro svolgersi, attendono l’interpretazione del Lettore a completamento, sì perché solo la comprensione di quest’ultimo potrà interagendo con l’Autore avviare il senso riposto in ogni messaggio, far balenare lo scopo più profondo di una ricerca interiore che non è semplicemente personale ma il muto anelito, universale, dell’umanità che sente, che avverte, che soffre molto spesso, l’Impercepibile.

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